Anti Jingle-Bells

di Marco Ardemagni

 

No, non c’è la neve

nessuno usa più le slitte,

meno che mai quelle trainate da cavalli,

e anche avendo una slitta e un cavallo

l’ultima cosa che ci verrebbe in mente

sarebbe appendere delle campanelline

sulla coda del cavallo

e tutto sommato, c’è ben poco da ridere e cantare.

 

E senza neve dove vado con la slitta?

E senza slitta, dove attacco il mio cavallo?

E senza cavallo dove appendo le mie campanelline?

E se non appendo le mie campanelline, come farò a farle suonare?

E se le campanelline non suonano che Natale sarà?

 

Il mondo è ingiusto anche a Natale, ma nessuno sa perché,

alcuni dicono che è perché mancano la neve, le slitte, i cavalli e le campanelline,

per altri invece la neve, le slitte, i cavalli e le campanelline sono solo distribuite male.

 

È vero: solo i cinepanettoni sono distribuiti bene a Natale,

e occupano tutte le sale alla portata del popolo.

Mentre pochi fortunati dotati di slitta, neve, cavalli e campanelline,

riescono a raggiungere cinematografi lussuosi

che trasmettono capolavori molto costosi

di grandi registi famosi.

2 lettere

di Marco Ardemagni

(Lunedì, commentando la convocazione di Raf e di Nek al festival di Sanremo ho proposto una poesia composta solo da parole lunghe al massimo 3 lettere. Molti mi hanno scritto, sorpresi. Allora ho cercato di fare di più: una poesia con parole lunghe al massimo 2 lettere. Si dirà che non è possibile. Vediamo.)

 

- Bo, dì: il Po va da Lu a Ro?

- No.

- Va da Ne a Vo’?

- Ma no! Il Re va da Ne a Vo’

La ex va da Lu a Ro.

E il Re le fa:

“Da lì a là, ti va?”

E la ex: “Né sì, né no”.

E il Re: “Eh, lo so

E da là a lì? Di’ di sì”.

“Ni”.

E Il Re le dà L’io e l’es”.

- E dì, Bo, la ex la dà al re?

- No.  La ex se ne va.

Peshawar

di Marco Ardemagni

 

Certo, il linguaggio è la più grande invenzione dell’uomo:

tanto grande che di lingue ne abbiamo volute creare a migliaia

dall’Aari dell’Etiopia allo Zuñi del New Mexico

e forse ne dimentico qualcuna.

 

Come nasca e a cosa serva esattamente il linguaggio

è un tema controverso:

di sicuro lo usiamo per maneggiare

quell’incredibile teatro del mondo che ci scorre davanti

e spesso anche per farlo scorrere in modo diverso.

 

Certi giorni però

persone che usano il linguaggio in modo diverso dal nostro,

e da quello di altre persone che parlano la loro stessa lingua,

dicono parole e fanno cose

che il nostro linguaggio non è in grado di comprendere.

 

E allora, balbettando,

mettiamo assieme delle frasi che suonano a vuoto

e riescono appena a indicare quello che è successo,

ma non sono di alcun aiuto per comprendere.

 

Sono i giorni in cui guardiamo fisso davanti a noi

maledicendo di non essere onnipotenti

o, almeno, completamente impotenti

e muti

come la parete bianca da cui non riusciamo a distogliere lo sguardo.