Soffia

di Marco Ardemagni

 

Infine, inaspettato, ecco il maestrale,

scompiglia la montagna e la pianura

scende da nord e spazza la sventura

e asporta tutto ciò che ci fa male.

 

Si muove tra le vie dello Stivale

noi ci affidiamo a lui come a una cura:

rimuove l’indolenza e la paura

e questo immobilismo generale.

 

Soffia, ti prego, soffia sul paese

burocrazia, ignoranza e malaffare

c’è tanto qui, lo sai, da liberare

 

E se non basta un giorno soffia un mese,

più elimini tu meno farai danno,

e se non basta un mese soffia un anno.

 

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Pensioni dieci e l’ode

di Marco Ardemagni

 

È facile talvolta esser profeti

non servono le carte né tarocchi

basta tenere aperti bene gli occhi

e analizzar le leggi ed i decreti.

 

I vecchi son trattati da obsoleti

per loro non ci sono più baiocchi:

gli ottanta euro sono pei marmocchi

e i pensionati restano irrequieti.

 

“Che fare?” Si son chiesti quei soloni.

Idea! Gli procuriamo lo spavento

che li paghiamo il dieci di ogni mese

 

E poi, quando li ha presi lo sgomento,

diremo: cari amici, gran sorprese,

noi lasceremo intatte le pensioni!

 

Questa è una genialata per davvero:

problema e poi rimedio a costo zero.

 

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Questa terra non è la mia terra

di Marco Ardemagni

 

La madre della madre

della madre della madre

del padre di mio padre

morì qui a Milano

a 100 metri da Piazza del Duomo

il 18 agosto del 1835.

Ma questa terra non è la mia terra:

non è più mia che tua, che sua.

 

Faceva la cucitrice,

così dice l’atto di morte,

e suo fratello era un medico,

perché allora solo gli uomini studiavano.

Vedi, noi eravamo già qui duecento anni fa,

ma questa terra non è la mia terra,

non è più mia che tua che sua.

 
Abbiamo visto arrivare i vostri nonni

da Mandello o da Chivasso

e poi da Rovigo o da Napoli,

e poi anche gli altri miei nonni dalla Puglia e dalla Toscana

e li abbiamo sempre accolti

perché questa terra non è la mia terra

non è più mia, che tua o che sua.

 

E adesso voi,

che siete arrivati qui l’altroieri,

volete dire a noi chi dobbiamo accettare

qui su questa terra che certo non è loro,

ma neanche mia, e soprattutto non è vostra?

 

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