AM DEL 29 NOVEMBRE

il sogno di Benedetta

Questa notte ho sognato fatto un sogno. Sono a Praga, seduta a cena in
un vecchio bistrot con Franz Kafka. Insiste a chiamarmi Milena, ma non
importa: quello che mi racconta è troppo affascinante. Con occhi
febbricitanti, parla del nuovo romanzo che vuole scrivere: “Ci sarà
l’uomo-insetto stritolato dai meccanismi della finanza mondiale,
organismi senza volto che governano la sua vita, entità personificate
che fluttuano incomprensibilmente: l’uomo assiste sgomento, e quando
lo spread scende e la borsa sale in uno scenaio di default multipli,
il suo raziocinio è impotente”. “Deve scriverlo, la prego!”, mi
entusiasmo. “E poi il seguito del Processo: dopo Josef K., avremo
mister B.: ha completamente estirpato ogni traccia di sensi di colpa,
dice tutto e il contrario di tutto, e davanti alle porte della legge
ride, si fa beffe dell’accusa, fino all’assurdo che se ci sarà una
prescrizione è meglio mollare tutto a metà strada e riduce così il
giudice a sentirsi impotente come Josef K”. Alla fine mi prende la
mano e mi propone di diventare uno scarafaggio con lui. Poi è suonata
la sveglia.
Per fortuna, non mi sono svegliata come Gregor Samsa. Però, come dargli torto?

La musica del 29 novembre

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