L’ultimo risveglio di Natascha Lusenti

Questa mattina mi sono svegliata, di Natascha Lusenti

natascha

Questa mattina mi sono svegliata e mentre spegnevo la sveglia, le mie dita hanno inciampato nei bracciali che ho comperato ieri. Sono due cerchi sottili che mi fanno pensare ai braccialetti d’argento di mia madre. Erano tanti e scivolavano di continuo dal polso al gomito e poi dal gomito al polso e producevano un suono delicato, quello che farebbe il mio gatto quando si scuote se avesse una fila di campanellini lungo la schiena. Mi piaceva sapere che avrei trovato addosso a mia madre quei braccialetti, tutti i giorni. Così come sapere che dopo colazione, lei si sarebbe truccata gli occhi di nero. E appena sono diventata un po’ grande le ho chiesto di poter portare i suoi braccialetti e quando mi trucco gli occhi di nero, vedo nello specchio il suo volto giovane, con le unghie rosse che sfumano l’ombretto sulla palpebra. Allora mi sono chiesta cosa ricorderà della sua mamma la bambina che ho visto ieri ballare una canzone di De André. Ricorderà i capelli lunghi, che si alzavano e ricadevano sulle spalle? O forse i piedi, che sembravano fuori tempo, come i suoi, perché erano guidati dall’allegria di saltellare insieme in cerchio, tenendosi per mano, e pazienza se i musicisti non le vedevano e solo perciò non si adeguavano loro alle due ballerine, perché invece l’avrebbero meritato. E ho pensato che il tempo non è sempre così importante e che qualche volta è bello averne uno tutto tuo e ignorare quello degli altri. Come con il sole. Non è detto che se nel cielo non c’è, tu non lo possa avere lo stesso. Come se avesse compiuto una metamorfosi. E magari per un giorno è diventato proprio quella bambina che balla fuori tempo, vicino a te.

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5 Responses to “L’ultimo risveglio di Natascha Lusenti”

  1. non so se questo post verrà letto direttamente da Natascha, ma per tutta la settimana ho pensato che avrei dovuto, in qualche modo, farti semplicemente sapere che ogni mattina, con ogni tuo risveglio, nonostante fossi al lavoro, il mio stomaco si è chiuso, i miei occhi si sono gonfiati. ad ogni risveglio di Natasha. tra la commozione, la malinconia e il piacere di essere commosso e malinconico.

  2. Mi viene da pensare:”questa mattina mi sono svegliata, bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao. Complimenti Natascha

  3. Spero di incontrare altri suoi risvegli. E che questo non sia veramente l’ultimo.

  4. da qualche mese mi viene a trovare un cane semiselvatico nero. è molto diffidente con le persone e in paese non si lascia avvicinare da nessuno. un padrone ce l’ha ma lo lascia libero di scorrazzare. un giorno sto per uscire e lo vedo davanti alla mia porta a vetri che mi chiedeva di entrare graffiando il legno. non sò perchè mi ha preso in simpatia, entra in casa, mi saluta, beve un po’ d’acqua e un minuto dopo è già fuori che corre in strada. non ho mai capito il motivo e ho smesso di domandarmelo. mi piace quel cane perchè è riuscito a ritagliarsi il suo spazio di libertà e benessere. due giorni fa ero sdraiato sul divano e stavo pensando che avrei dovuto aprire il cancello che dava sulla strada altrimenti non avrebbe potuto raggiungere la porta d’ingresso e all’improvviso ho sentito le sue unghiette sull’asfalto (avevo la finestra aperta). e ho pensato che nella vita a volte succedono delle cose un po’ magiche, come un cane che ti viene a trovare, ti va le feste e va via e non c’è un motivo preciso. come un amico viene fa due chiacchere e se ne va.
    mi è simpatico perchè è vivo, lo si vede dagli occhi, da come si muove, è contento e tutto argento vivo. e ho pensato che,(se lascio aperta la porta), un po’ di magia la posso trovare anche in questo mondo.

  5. http://www.youtube.com/watch?v=vACeTF-6fEU

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