Dov’eri il 26 marzo 1998?

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Questa mattina mi sono svegliata, di Natascha Lusenti

Questa mattina mi sono svegliata pensando alla fotografia che ho visto ieri. C’è il rosa dei fiori del ciliegio giapponese che si scurisce al centro prendendo il colore del frutto che invece non verrà, perché quella particolare pianta sa fare solo cose belle e non anche quelle buone. E come una foglia cresciuta più delle altre, tra i rami c’è il verde di un uccellino che pare incantato in mezzo a tanta bellezza. Hananami è la parola che indica l’attività di ammirare i fiori ed è una delle più diffuse, nel Paese del Sol Levante, in questo periodo dell’anno. Poi ho letto la data sullo schermo del telefono e mi sono chiesta dov’ero il 26 marzo 1998. Ci ho messo un po’ a orientarmi nella mappa del tempo personale, ma piano piano il rosa del primo pensiero si è scolorito e ho ritrovato il grigio e il verde salvia e mi sono ricordata che ero proprio qui, a Milano. Mi svegliavo più tardi la mattina e andavo al lavoro con il tram numero 9. Era 16 anni fa e in redazione avrei trovato un quotidiano con questo titolo: “l’Italia è nell’euro”. Allora mi sono detta: neanche maggiorenne, e già così tanti problemi.

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