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Questa mattina mi sono svegliata, di Natascha Lusenti

Questa mattina mi sono svegliata e mi sono chiesta come avrà dormito Anita che ha tre mesi ma è più piccola della sua età perché è nata presto e la sua mamma ha avuto paura di perderla. Ho pensato a lei per via di un libro in cui una donna racconta una cosa simile. Il libro comincia il 17 luglio 1987 che è anche il giorno in cui inizia la vita di un bambino nato prima del tempo. C’è un’immagine che mi è rimasta impressa: dopo le complicazioni della gravidanza, il bambino rischia la vita una seconda volta perché un’infermiera gli fa finire il latte nei polmoni. E finalmente, quando è fuori pericolo, quel bambino si strappa il tubicino che gli serve per respirare e piange a pieni polmoni. Da quel giorno, scrive sua madre, è sempre stato benissimo. Poi il libro fa un salto molto lungo e arriva alla fine dell’estate del 2005, in via Ippodromo, a Ferrara. Al telegiornale ieri hanno detto che tre dei quattro poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi sono stati applauditi dai colleghi del sindacato. Allora mi sono chiesta come avrà dormito sua madre, sentendo nella testa il suono di quegli applausi.

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