Questa terra non è la mia terra

di Marco Ardemagni

 

La madre della madre

della madre della madre

del padre di mio padre

morì qui a Milano

a 100 metri da Piazza del Duomo

il 18 agosto del 1835.

Ma questa terra non è la mia terra:

non è più mia che tua, che sua.

 

Faceva la cucitrice,

così dice l’atto di morte,

e suo fratello era un medico,

perché allora solo gli uomini studiavano.

Vedi, noi eravamo già qui duecento anni fa,

ma questa terra non è la mia terra,

non è più mia che tua che sua.

 
Abbiamo visto arrivare i vostri nonni

da Mandello o da Chivasso

e poi da Rovigo o da Napoli,

e poi anche gli altri miei nonni dalla Puglia e dalla Toscana

e li abbiamo sempre accolti

perché questa terra non è la mia terra

non è più mia, che tua o che sua.

 

E adesso voi,

che siete arrivati qui l’altroieri,

volete dire a noi chi dobbiamo accettare

qui su questa terra che certo non è loro,

ma neanche mia, e soprattutto non è vostra?

 

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Bandiera

di Marco Ardemagni

 

Spesso per divertirci, ai tempi della scuola

sul campo o in palestra, giocavamo a bandiera.

L’insegnante o il capogruppo alzava il fazzoletto

gridando un numero e da ognuna delle parti

uno di noi correva cercando prima la bandiera

e poi il ritorno a casa senza la cattura.

Mai avremmo immaginato che quarant’anni più tardi

questo sport sarebbe stato in voga negli stadi:

Belgrado, Nizza e chissà dove altro ancora;

il gioco piace a molti, crea entusiasmi e baldorie,

e presto, ormai ne sono certo, sarà tanto popolare

da diventare, bandiera, sport olimpico internazionale.

Volevi un altro grazie dagli Agnelli

di Marco Ardemagni

 

Ancora soffia contro il cavallino

quel vento che scompiglia i tuoi capelli

da sempre così vaporosi e belli

nei giorni in cui si compie il tuo destino.

 

Partendo hai ricevuto un pacchettino,

ma nel tuo cuore ancora ti arrovelli

volevi un altro grazie dagli Agnelli

non solamente qualche milioncino.

 

Se vuoi lo dico io: grazie davvero

Xiexie, merci beacoup, arigato,

Tack, thank you, vielen dank, efcharistó,

 

Teşekkür ederim, signor Cordero,

te lo dico pure in urdu ed in polacco,

anche per solo un decimo del pacco.

 

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